Lettera G – iPost del cuore.

Galateo. Questo sconosciuto.

Non c’è bisogno di fare la predica: tutti bene o male partiamo da un livello di educazione accettabile. Magari qualche volta ci capita di poggiare i gomiti sul tavolo quando siamo davanti ad un BigMac e ad una Coca Cola da mezzo litro, ma in fondo lo sappiamo che dovremmo stare composti. Stai seduto bene, non interrompermi quando ti parlo, dì grazie, prego, buonasera, per favore.
Di sicuro abbiamo difficoltà a capire, davanti ad una tavola sapientemente apparecchiata, quale forchetta sia quella per il pesce. Ma se c’è riuscito Jack in Titanic a passare per il raffinato “Dawson di Chippewa Falls” e scroccare una cena in prima classe, c’è speranza per tutti.

Seduta a tavola con Jack, però, c’era Molly Brown, la signorotta che gli presta il vestito elegante, quella tanto odiata dalla mamma di Rose, quella che lo stuzzica col gomito e gli risparmia la figura da ladruncolo imbucato a palazzo. Una di noi.

Ecco: oggi io sarò la vostra Molly.
Sono pronta a farvi i versi con le labbra come se fossimo in coppia a briscola e ad indicarvi tramite segnali luminosi la forchetta giusta per le ostriche.

Partiremo dalle basi, e quindi numero 1: le donne amano essere trattate come principesse, ma solo fino ad un certo punto. Dopo un periodo più o meno breve di frequentazione si può evitare di correre ad aprire la portiera della macchina ogni volta che stiamo per scendere.

Numero 2: l’igiene è fondamentale per il bene comune, non solo nei riguardi della vostra fidanzata. Andare in giro sudaticci e puzzolenti dovrebbe essere messo fuorilegge. Ma anche farsi aspettare per delle mezz’ore perché vi state  facendo la terza doccia della giornata dovrebbe essere un reato.

Numero 3: è una piccola e pignolissima sciumlina che vi parla (il dizionario alla voce “sciumlina” recita “ragazza estremamente rigorosa e ligia alle buone maniere, sinonimi: perfettina, pignola, iPhabi”). Quando ero piccola non mangiavo neanche una coscia di pollo arrosto con le mani, tagliavo anche la pizza col coltello.. Io, ovviamente, sono un caso umano, ma a tutto c’è un limite.
Ciucciare le costine di maiale ad una grigliata fra amici è ampiamente consentito; ciucciare le stesse costine in un ristorante la sera di San Valentino, togliendo ogni lacrima di carne attaccata all’osso e poi succhiarsi i polpastrelli come fossero Fonzies, forse può far nascere alcuni dubbi sulla vostra relazione.

Numero 4: la mia pasta ti è piaciuta, sono molto contenta. Ma puoi esprimere la tua gratitudine utilizzando la voce e articolando un misero grazie, piuttosto che digerire rumorosamente in modo che anche i tuoi vicini del civico 36 ti sentano. Burp.

Numero 5 (un classico): fa piacere che l’uomo paghi il conto. Fa piacere, dico davvero. Le donne sono lusingate e fanno quel ridicolo tram tram col portafoglio in mano. Ma no ma dai, ma pago io, ma dai, paghi sempre tu, ma per piacere, ma dai. E intanto il borsellino rimane intonso.
– Però la prossima volta pago io.

Ascoltatele, queste povere donne desiderose di far girare l’economia: dopo qualche tempo che vi frequentate diventa pesante farsi sempre offrire tutto.
Sì, è vero, sono le stesse donne che giudicano male un uomo se alla prima uscita non offre neanche una birra per fare colpo, ma il mondo femminile è una strada impervia e difficoltosa. Lo sapete no? Pagare il conto va bene, pagarlo troppo no. Ad un appuntamento romantico sì, con gli amici no. E’ difficile memorizzare il concetto, me ne rendo conto.. Ma, detto fra noi, avete presente lo sguardo di una donna quando si ritrova a far strisciare il suo bancomat davanti ad un paio di stivali e due vestiti nuovi di zecca? Quel brividino di onnipotenza, quello strano luccichio che ha negli occhi? E’ frutto della soddisfazione della donna nell’essere al centro del triangolo “spesa guadagno ricavo” dei problemi di quinta elementare.

Lasciatela pagare, qualche volta. Datele il conto. Magari lei saprà ricompensarvi con qualcos’altro.

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Istruzioni per l’uso e lettera A 
Lettera B – Bello de mamma
Lettera C – Com’è possibile che prima […] ovvero, le amiche
Lettera D – Discussioni
Lettera E – Elucubrazioni mentali
Lettera F – Fiori

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18 comments

"Dimmi tutto, cocco"

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